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Sentieri della Libertà

Il Clan “Caterina” propone progetti di route (vai alla pagina dedicata) a partire dai cosiddetti “Sentieri della Libertà”, percorsi dai partigiani dopo l’8 settembre 1943, per consentire a tutti gli scout d’Italia di conoscere queste zone e condividere l’esperienza di una Resistenza osservata e sperimentata “in prima persona”, per quanto possibile.
Il clan del Saluzzo 1 nel 2015/2016 ha svolto un capitolo sulla Resistenza, cercando di conoscere meglio una realtà tanto vicina e legata al proprio territorio. Durante la lunga fase di osservazione si è consolidata la conoscenza di questa pagina della storia d’Italia e si sono percorsi quegli stessi “Sentieri della Libertà” che i partigiani e le staffette, coetanei dei rover e delle scolte di Saluzzo, avevano percorso più di 70 anni prima.  Il clan ha avuto anche la fortuna di incontrare Angelo Boero, nome di battaglia “Edelweiss”, partigiano di Verzuolo nato nel 1922 e sopravvissuto all’eccidio di Valmala del 6 marzo 1945.
Le ragazze e i ragazzi del clan sono poi giunti ad una deduzione: la scelta partigiana non è confinabile solo ai giorni immediatamente successivi all’8 settembre, ma ha un peso per ciascun individuo ancora oggi e tutti sono chiamati, nel loro piccolo, a seguirla e in qualche modo onorarla e testimoniarla ogni giorno. Nello spirito del “farsi partigiani di oggi”, i membri del clan hanno deciso di far conoscere anche alla popolazione di Saluzzo e dei Comuni limitrofi quei sentieri che loro stessi hanno percorso nella propria route invernale, per sensibilizzare la comunità verso eventi così incredibilmente vicini e talvolta ignorati, soprattutto dai giovani.

 

«Ci impegniamo a organizzare degli eventi che valorizzino le bellezze e le tradizioni del nostro territorio, informando e coinvolgendo la cittadinanza.

[…]

Le testimonianze lasciano talvolta sentimenti contrastanti, dalla speranza alla rabbia, ma anche tanta determinazione nel cambiare le cose. Queste ci provengono non solo da persone, ma anche da luoghi, situazioni e gesti che sperimentiamo direttamente. Anche noi, perché siamo cresciuti con lo scautismo o perché abbiamo vissuto incontri significativi, vogliamo essere testimoni ogni giorno di una diversità e capaci di motivare al cambiamento».

Carta del Coraggio, 2014

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