Pronti a metterci in gioco e sporcarci le mani

“Che cos’è dunque, la mano dell’uomo? Incalcolabile è il numero di coloro i quali ignorano non solo che cosa sia la mano, ma non conoscono neppure il modo di servirsene. Tanto è vero, che per la strada, si vede una quantità di gente che, non sapendo che farsi delle mani, se le ficca in saccoccia. Dunque diremo noi, la mano è l’origine d’ogni cosa esistente. Dalle stelle ai fiammiferi, dalle montagne dell’Himalaya alle granite di limone, tutto uscì…di dove?… dalle mani del creatore. Si può dire: la mano è l’uomo. Tanto che invece di umanità, si dovrebbe dire semplicemente manità. […]
I caratteri distintivi dell’uomo non risiedono già, come crede il volgo, nel viso, ma nelle mani. La faccia, col semplice taglio della barba, con una truccatura, una smorfia, può essere modificata a tal segno da renderla assolutamente irriconoscibile.


Le mani invece, saranno sporche o pulite, ma sono sempre quelle”.

Dal monologo “La mano dell’uomo”, di Luigi Arnaldo Vassallo

Oggi, il nostro gruppo inizia un nuovo anno. Questo ultimo anno e mezzo, insieme alle difficoltà che ha portato – le più immediate, e quelle di più lungo periodo – ci ha insegnato, tra le tante, una cosa. Ci ha insegnato a non dare nulla per scontato.
Non dare per scontato che ci si possa riunire. Che ci si possa abbracciare. Non dare per scontato che si possano aprire tutte le branche e che i capi e le capo a disposizione siano un numero sufficiente, abbiano le forze sufficienti.

Tutte queste difficoltà le abbiamo affrontate. Oggi non è il giorno per pensare ai problemi, ma per festeggiare un nuovo inizio.

Il Vangelo di ieri ci ha detto: “Chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo, infatti, non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”.

Siamo pronti, allora. Pronti a servire, ancora una volta. Pronti a metterci in gioco e sporcarci le mani, dopo due anni strani di mani molto pulite, igienizzate, e sempre sulla tastiera del computer. Perché le mani, sporche o pulite, sono sempre quelle.

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